martedì 16 luglio 2013

GdL "La bambina senza cuore" - L'intervista a Emanuela Valentini!

Buongiorno lettori! Vi ricordate che nel post conclusivo del GdL dedicato a La bambina senza cuore, avevo lanciato la sfida "fai una domanda a Emanuela Valentini" in modo da fare interagire noi lettori con l'autrice? Ebbene ho raccolto le vostre domande e ne ho fatte di mie per rendere l'intervista piena e completa!
Inoltre vi avevo detto che il vincitore - ovvero colui che avrebbe fatto la domanda più interessante secondo Emanuela - avrebbe avuto un premio speciale! Indovinate di cosa si tratta? Vi dico già subito che a vincere è stata Aquila Reale e ha vinto una copia ebook di Ophelia e le officine del tempo, l'altro romanzo di Emanuela da poco uscito! Complimenti cara :D
Ora la smetto di annoiarvi e vi lascio all'intervista!

Denise › › Ciao Emanuela! Benvenuta sul mio blog, è un piacere averti ospite qui e ti ringrazio per aver accettato di fare l'intervista! Partirò io con qualche domanda e dopo ti proporrò anche quelle fatte dai lettori, sei pronta?
Emanuela › › Ciao cara! Sono prontissima.

D › › Innanzitutto parlaci un po' di te e della tua carriera da scrittrice!
E › › Ah, che bella domanda, vorrei poter scrivere pagine e pagine ma devo limitarmi: primo perché non mi considero ancora una scrittrice, secondo perché la mia carriera è appena cominciata. Voglio spiegare il primo punto della risposta: per me gli scrittori sono i grandi. Quelli che con le loro opere hanno lasciato traccia nel tempo. Quelli che per mezzo dei loro romanzi si sono fatti messaggeri di grandi cambiamenti storici, sociali, culturali; è difficile pensarmi scrittrice, ma sto studiando e lavorando affinché, un giorno, magari non troppo lontano, questo possa dirsi, a ragione, anche di me.
Per quanto riguarda la mia carriera, che dire: sono agli esordi. Ho due romanzi pubblicati di generi diversi e grossi progetti in cantiere di cui non posso ancora parlare. Il percorso fino a qui non è stato semplice, per me, ma la solidità dell’impegno profuso nello studio delle tecniche di scrittura, unito a un’evidente fortuna nell'incontrare le persone giuste, hanno fatto sì che io mi facessi strada, piano piano, nel panorama della narrativa di genere italiano. Ma ancora è presto, anche per parlare di carriera.

D › › Come ti è venuta l'idea per scrivere La bambina senza cuore? Ti sei ispirata a qualcosa in particolare per ricreare le atmosfere del romanzo?
E › › Ma, guarda, credo che la risposta a questa domanda sia in parte ben descritta nella post fazione. Lola nasce dalla volontà di scrivere una fiaba per adulti, in cui si trattassero temi psico-genealogici legati al fenomeno, non molto conosciuto, delle maledizioni familiari. Per le atmosfere della storia mi sono ispirata ai numerosi viaggi in Inghilterra dove non solo luoghi come Whisperwood esistono, ma fanno persino più paura.

D › › Qual è il personaggio del romanzo a cui sei più affezionata? Perché?
E › › Senza dubbio Lola, anche se una parte del mio cuore è molto legata a Rosie Maud. Entrambe sono creature alle quali è stato rubato qualcosa. Tutte e due sono vittime di quella privazione che può abbrutire, come nel caso di Maud, fino quasi a trasformare in mostro chi ne è colpito, oppure a isolare, condannare a una lenta morte, e qui sto chiaramente parlando di Lola. Quando scrivo io non cerco di emulare roba che esiste già, o creare storie fini a se stesse. Men che meno mi importa di seguire le mode del momento. Io scrivo perché sento il bisogno di comunicare i principi in cui credo, e lo faccio attraverso le storie. Spero di farlo bene. Ho letto nei numerosi commenti del Gruppo di Lettura che molti lettori hanno avuto una iniziale difficoltà a entrare nella storia, ad abituarsi al tipo di narrazione, al ritmo, allo stile. Sarà perché la storia di Lola è fortemente originale? Così tanto diversa da provocare nel lettore, abituato a generi in cui le storie si assomigliano un po’ tutte, quasi fastidio? Ho pensato questo, leggendo i commenti, perché non vi sono altre spiegazioni: la trama di Lola è semplice e lineare, la mia scrittura segue un ritmo narrativo quasi cantilenante, chiaro, o almeno è quello che credo. Si tratta di una fiaba che parla di drammi umani. Forse, a risultare d’impaccio nella lettura, è proprio la sua semplicità.

D › › Nella postfazione accenni ad una tua personale maledizione familiare, ci vuoi dire un po' più nel dettaglio di cosa si tratta?
E › › No. Sono coinvolte altre persone e non sarebbe corretto nei loro confronti. Ma grazie per averlo chiesto.

D › › Sempre da quel che dici nella postfazione, pare che il romanzo inizialmente finisse diversamente. Ti va di dirci in breve come?
E › › Certo. Quando Lola è stata scritta la prima volta, aveva un lieto fine. Alla restituzione del cuore da parte di Nathan, ella recuperava la vita e, grazie a un incantesimo perpetrato dai Buoni Vicini, Rufus e Bianco tra-smutavano in creature in carne e ossa, vivi. Nessun Morris pagava le conseguenze dello sgarro passato e tutto finiva in una grande festa di Halloween, in cui Maud, ferita dallo sparo che nella nuova versione la uccide, sorvolava Whisperwood su un letto di ospedale.

D › › Vuoi parlarci un po' anche dell'altro libro che hai scritto, Ophelia e le officine del tempo? Non sai quanto mi incuriosisce!
E › › Nelle Officine del Tempo racconto la storia di Ophelia, una giovane in cerca della sua identità femminile in un mondo in cui la figura dell’uomo si stagliava come preponderante. Siamo nel 1921. Con la sua afferma-zione personale come Collaudatrice di Aeronavi, Ophelia diventa il simbolo di una emancipazione che oggi diamo per scontata, e che, anzi, spesso viene scambiata da molte di noi per apparenza, dimenticando che donne fortissime e dotate di puro coraggio, nella storia recente, hanno conquistato la libertà intellettuale e l’indipendenza economica pagando prezzi altissimi in termini di vessazioni, ghettizzazioni, violenza. Tutti obiettivi che con il potere dell’apparenza, del sesso e dell’effimera bellezza, non c’entrano nulla.
Sullo sfondo delle vicende di Ophelia, comunque, c’è una eccezionale scoperta scientifica, e le conseguenze, tragiche, del suo uso incosciente da parte del geniale e perverso Eleazar.
Le atmosfere nel romanzo sono ispirate allo Steampunk e, più interiormente, ai romanzi di Dickens.

D › › Hai già in programma - o magari hai già scritto - altri romanzi? Se sì, di che genere?
E › › Ho un paio di trame già iniziate, molto diverse tra di loro. Una è una Ghost Story in cantiere da oltre un an-no. L’altra è una grande avventura in stile Dieselpunk che tocca temi ecologici. E devo rivelarti che le mollo entrambe per intraprendere un progetto che mi sta a cuore da lungo tempo: una storia totalmente fuori dagli schemi. Distopica. La trama è pronta, comincio la stesura… uhm… tra poco! :)

D › › E adesso ti lascio alle domande dei lettori!
Frannie › › Mi diresti quelli che, secondo te, sono i romanzi più belli del Romanticismo?
E › › Ciao, cara. Devo fare una differenziazione per Paesi e parlerei di autori, più che di romanzi. Del romantici-smo inglese apprezzo soprattutto i poeti, come avrai notato dalle citazioni presenti in ciascun capitolo del romanzo. In quello francese amo molto Victor Hugo, ogni sua opera, proprio per la particolare capacità di dipingere scenari sociali che lasciano trasparire tutto il dramma di quel tempo, sempre misti a una vena di speranza. Alfieri e Foscolo, per il panorama romantico nostrano.

Diana › › Cosa ti ha ispirato un finale così diverso dai soliti "clichettati"? Ti aspettavi, nonostante la scrivessi tu, che la storia prendesse questa piega?
E › › Cara Diana, io sono anti-cliché per definizione. La storia di Lola segue un percorso di studio psicologico dei drammi familiari, e come tale non poteva finire diversamente, per una serie di motivi legati alla modalità in cui le maledizioni familiari colpiscono e annientano interi clan. Nella versione iniziale avevo optato per il lieto fine perché era quello di cui avevo bisogno, ma non era reale. Non rispondeva a realtà, se confrontato con la vita di tutti i giorni. Il finale odierno è stato addolcito in corso d’opera, comunque. L’idea del trapasso naive di Nathan, è saltata fuori perché non smettevo di piangere nel vederlo sfracellato sulle rocce, e anche per restare fedele al tema della fiaba che sì, vuole essere crudele monito, ma i suoi messaggi devono attraversare gli occhi dei lettori in maniera dolce e disincantata.

Diana › › Quali sono i tuoi riti quando scrivi?
E › › Mmm… nessun rito in particolare. Ci deve essere silenzio, questo sì. Se non c’è silenzio intorno a me indosso le cuffie e ascolto musica affine al carattere della storia che sto scrivendo, quasi sempre melodie tristissime, comunque. Nulla più.

Aquila Reale › › Leggendo La bambina senza cuore ho avuto la netta sensazione che questo libro fosse qualcosa di più di un bel romanzo. Quando Lola indossa il suo "elmo" e si prepara "a combattere" è come se in lei si fosse risvegliata la voglia di agire per affrontare non solo i nemici esterni ma anche il proprio lato passivo. Lola sembra un input all'agire, il romanzo sembra un messaggio per sostenere la teoria del fare e non quella del subire. Vorrei chiederle se è cosi: La bambina senza cuore può essere definito un romanzo per curare il lato passivo che alberga in tutti noi, è un messaggio all'agire per sconfiggere la maledizione che ci rende succubi degli altri?
E › › Ti ringrazio per questa domanda. Tu sei arrivata al cuore della storia. La bambina senza cuore è assoluta-mente un romanzo che cura, ossia: scritto affinché curi l’immobilità interiore ed esteriore in cui spesso ci impaludiamo, maledizioni familiari o no. Vuole essere un inno all’azione, che fino a che rimane solo inten-zione non provoca il cambiamento, il caos necessario al raggiungimento di determinati obiettivi e spesso, della felicità personale. Se ci fai caso, nella storia, ciascun personaggio affronta un dramma personale. Chi con più fatica, chi con maggiore coraggio (Nathan in questo senso è il porta bandiera del cambiamento), tutti combattono per superare limiti che impediscono l’evoluzione. L’unico a non muoversi, e anche questo personaggio serviva al fine di offrire una immagine chiara del dramma dell’immobilità, è William Morris.
E il prezzo che paga, restando in vita, credo sia indescrivibile.

Amaranth › › Il tuo romanzo indirizza il lettore verso una lettura, ma gli lascia la libertà di riflettere e interpretare. Cosa può dare La bambina senza cuore? Cosa vorresti che dia?
E › › Ciao, Amaranth. Sono molto felice di vedere che la libertà di interpretazione della storia di Lola è stata còlta appieno. Come dicevo qui sopra, ad Aquila Reale, la fiaba nera è stata da me pensata per scuotere l’immobilità data dalla paura. Questo spero che faccia. Incrinare l’egemonia che spesso la paura ha sulla nostra psiche, impedendoci di progredire, osare, essere chi siamo davvero. Vorrei davvero che la storia della piccola Lola senza il cuore regalasse coraggio, speranza.

Amaranth › › C'è qualche commento fatto da un lettore che ti ha colpita particolarmente?
E › › Sono tantissimi e splendidi. Un paio, però, mi sono rimasti impressi. Uno è quello in cui una ragazza scrive che desidererebbe incontrare Lola per abbracciarla, confortarla e donarle dei giochi. Quando l’ho letto mi sono commossa. L’altro è di carattere più personale. In una recensione una blogger mi definisce “incanta-trice” e questo, per me che scrivo storie, è il massimo della bellezza.

D › › Bene Emanuela è tutto! Ti ringrazio ancora tantissimo per essere stata qui con noi e per aver risposto alle nostre domande. È stato davvero un piacere e spero ti sia divertita anche tu!
E › › Ma grazie! Mi sono divertita tantissimo. Era la prima volta che rispondevo a domande fatte direttamente dai lettori ed è stata una grande emozione. Grazie a tutte, e a te, per l’ospitalità! ^.^
D › › Non c'è di che! Alla prossima :)

Piaciuta l'intervista? È stato divertente poterci confrontare tutti quanti con l'autrice, non trovate? Alla prossima!

14 commenti:

  1. Che bello, mi piacciono le interazioni dirette con gli autori :D

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  2. *^* È un'intervista bellissima! E sarò sincera: non pensavo che il risultato sarebbe stato questo. È bellissimo leggere le domande che ognuna di noi ha maturato grazie a questa lettura di gruppo.
    Le risposte di Emanuela Valentini sono anche molto interessanti. Mi ha colpito all'inizio la sua idea sull'essere scrittore. Rivela una grande modestia e volontà di crescita. Non è così comune come dovrebbe essere un po' in tutti i campi.
    Mi sono commossa leggendo alcune risposte, forse perché vanno al di là del libro e anche loro parlano della vita vera...
    Ringrazio entrambe per questa bella iniziativa. =D
    Mi piacerebbe leggere altre interviste così. Complimenti, Deni. ♥

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    1. Ma grazie *A* sono davvero felice che ti sia piaciuta :'D

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  3. una di quelle interviste così dirette e carine che mi fanno sentire come avvolta da una coperta in un giorno invernale.
    grazie Deni e grazie Emanuela, ma grazie anche a tutte le altre che hanno posto le domande :)

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    1. Grazie a te per averla letta e apprezzata ♥

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  4. Grazie a tutte!
    Di cuore.

    ev

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  5. Emanuela e Denise, vi ringrazio per aver realizzato un GdL e un'intervista che sono stati una degna cornice per un libro bellissimo che ha toccato il cuore di noi lettori. Sono contenta che la mia domanda sia piaciuta all'autrice e leggerò "Ophelia e le officine del tempo" al più presto con molto interesse. A presto e buona lettura a tutti :)

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    1. ciao a te! La tua riflessione mi ha molto emozionata.

      ev

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    2. Grazie a te per la partecipazione cara! Aspetto il tuo parere su Ophelia allora :D

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  6. Bellissima intervista! Ho letto con piacere sia le domande che le risposte dell' autrice... È sempre illuminante "sentire la voce" di chi ha scritto un libro che ho letto ^^
    Meritatissima la vittoria di Aquila reale.

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  7. Grazie mille per questa intervista Denise e ad Emanuela per le risposte esaurientissime e che ci fanno capire che è una persona profonda e ben piena di sorprese.
    Ho amato il suo essere "anti-clichè come ha risposto alla mia domanda. Forse siamo in due bastian contrarie a tema.
    Ammiro tantissimo il fatto che i romanzi che scrive siano piene di significato, coerenza e messaggi. Purtroppo vicino a me poche persone leggono e poche persone vogliono cambiare. La mia storia familiare mi ha sempre costretta ad agire e non fossilizzarmi per non vedere arrivare la fine e non è mai stato semplice. Mi farebbe piacere far loro vedere cosa potrebbe causare l'immobilità visto che le semplici argomentazioni non bastano. Servirebbe qualcosa in cui immedesimarsi.
    Credo che anche Ophelia, a livello di conquiste femminili, sia splendido. Devo comprarlo e rendere omaggio a chi, come Emanuela, cerca di non far dimenticare le battaglie delle donne.

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  8. Splendida intervista, davvero bella! ^^ Ho letto "La bambina senza cuore"... mi è piaciuto molto, anche sono stata di sicuro una delle lettrici che hanno incontrato "qualche difficoltà" ad entrare in sintonia con lo stile dell'autrice e con la struttura narrativa, inizialmente... non credo solo per via dell'originalità del soggetto, però, penso davvero siano intervenuti altri fattori, di ordine estetico e non solo! :) Sono contenta di leggere che l'autrice ha in cantiere altri progetti... li leggerò con piacere, quando verrà il momento! ^^

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  9. Brava Emanuela, brava anche quando risponde alle interviste, e bravi tutti voi che le avete fatto assist perfetti, con le vostre domande. È stata una gioia leggervi.
    Bianca Marconero

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  10. Sono contenta di aver letto l'intervista, è stato davvero un modo per conoscere meglio la scrittrice, e sentirla "con noi".
    Ottima iniziativa, attendo ansiosa le prossime...:-)

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