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giovedì 2 novembre 2017

Reading the movie #44 It

12 commenti
Reading the movie è una rubrica ideata da me per parlare di due mie grandi passioni che ogni tanto si incrociano: cinema e lettura. Adoro leggere i libri da cui sono tratti i film che mi hanno emozionato e mi piace anche fare il contrario, leggere i libri prima che ne escano le trasposizioni al cinema. Da qui nasce questo spazio in cui poterne parlare insieme a voi.

Buongiorno lettori, come state? Le ferie ahimè sono finite. Mi ero ripromessa che avrei preparato un sacco di post per il blog durante questi giorni a casa, invece sono riuscita a combinare anche meno del solito... shame! Ad ogni modo, ci tenevo tantissimo a dirvi la mia riguardo a It. Vi avverto, si tratta di un post assolutamente adorante e delirante. Proseguite la lettura a vostro rischio e pericolo. (Piccola parentesi che non c'entra nulla: sabato sarò a Lucca! Se ci sarà anche qualcuno di voi, possiamo farci un saluto al volo, scrivetemi!)

About the book
Titolo: It
Autore: Stephen King
Editore: Pickwick
Pagine: 1200
Trama: A Derry, una piccola cittadina del Maine, l'autunno si è annunciato con una pioggia torrenziale che sembra non finire mai. Per un bambino come George Denbrough, ben coperto dal suo impermeabile giallo, il più grande divertimento è seguire la barchetta di carta che gli ha costruito il fratello maggiore Bill. Ma le strade sono sdrucciolevoli e George rischia di perdere il suo giocattolo, che infatti si infila in un canale di scolo lungo il marciapiede e sparisce nelle viscere della terra. Cercare di recuperarlo è l'ultimo gesto di George: una creatura spaventosa travestita da clown gli strappa un braccio uccidendolo. A combattere It, il mostro misterioso che prende la forma delle nostre peggiori paure, rimangono Bill e il gruppo di amici con i quali ha fondato il Club dei Perdenti, sette ragazzini capaci di immaginare un mondo senza mostri. Ma It è un nemico implacabile e per sconfiggerlo i ragazzi devono affrontare prove durissime e rischiare la loro stessa vita. E se l'estate successiva, che li ritrova giovani adulti, sembra quella della sconfitta di It, i Perdenti sanno di dover fare una promessa: qualunque cosa succeda, torneranno a Derry per combattere ancora.


About the movie
Genere: horror
Regia: Andy Muschietti
Cast: Bill Skarsgård (Pennywise), Jaeden Lieberher (Bill Denbrough), Finn Wolfhard (Richie Tozier), Jeremy Ray (Ben Hascom), Sophia Lillis (Beverly Marsh), Wyatt Oleff (Stan Uris), Jack Dylan Grazer (Eddie Kaspbrak), Chosen Jacobs (Mike Hanlon), Jackson Robert Scott (Georgie Denbrough), Nicholas Hamilton (Henry Bowers)
Come vi ho già ormai innumerevoli volte accennato, ho iniziato la lettura di It ormai tre o quattro mesi fa, ma nonostante io ne abbia apprezzato praticamente ogni pagina, ad oggi non sono ancora riuscita a finirlo e sono arrivata poco più avanti della metà, più che altro perché ho sentito il bisogno di intervallare la lettura con quella di altri romanzi, in modo da spezzare un po'.
Aspettavo comunque il film con la stessa ansia con cui un bambino attende la notte di Natale e non vi dico la gioia quando finalmente, anche se soltanto dopo una settimana dall'uscita, è arrivato il momento di andare al cinema.
Come già saprete, il film uscito al cinema, è soltanto il primo di due. In questa
prima parte, sul grande schermo, i protagonisti sono ancora ragazzini alle porte dell'adolescenza, mentre nel romanzo, nonostante la storia sia comunque divisa e ci siano un prima e un dopo ben distinti, le linee temporali si intrecciano per tutto il corso della narrazione. Tutta questa premessa soltanto per arrivare a dirvi che, le mie "conoscenze" sono arrivate a coprire soltanto una quarantina dei centotrentacinque minuti del film, che per me si è dimostrato dunque stranamente familiare e sconosciuto allo stesso tempo.

venerdì 13 ottobre 2017

Reading the movie #43 La torre nera

10 commenti
Reading the movie è una rubrica ideata da me per parlare di due mie grandi passioni che ogni tanto si incrociano: cinema e lettura. Adoro leggere i libri da cui sono tratti i film che mi hanno emozionato e mi piace anche fare il contrario, leggere i libri prima che ne escano le trasposizioni al cinema. Da qui nasce questo spazio in cui poterne parlare insieme a voi.

Buongiorno lettori, come state? Finalmente è alle porte il weekend. È da un po' che non vi propongo questa rubrica che adoro e dunque oggi ho pensato di fare quattro chiacchiere con voi riguardo alla trasposizione de La torre nera, che ho visto al cinema questa estate, quando il blog era in pausa. Spero che anche se è passato del tempo da quando il film è arrivato in sala, possa comunque farvi piacere avere il mio parere!

About the book
Titolo: L'ultimo cavaliere
Autore: Stephen King
Editore: Pickwick
Pagine: 223
Trama: Il primo volume della saga de «La Torre Nera», un classico della letteratura moderna. Scritto in età giovanile e completamente rivisto dall'autore prima della pubblicazione dei capitoli conclusivi del ciclo, questo romanzo mostra un nuovo, appassionante aspetto dello straordinario talento creativo di Stephen King. Una storia fantastica, ambientata in un mondo di sinistre atmosfere e macabre minacce, che appare come lo specchio oscuro di quello reale. Qui, in uno sconfinato paesaggio apocalittico, l'eterno, epico scontro fra il bene e il male si incarna in uno dei più evocativi personaggi concepiti dall'autore: Roland di Gilead, l'ultimo cavaliere, leggendaria figura di eroe solitario sulle tracce di un enigmatico uomo in nero, verso una misteriosa Torre proibita. Un capolavoro della vena immaginifica di Stephen King.


About the movie
Genere: fantascico, azione, avventura, fantascienza, western
Regia: Nikolaj Arcel
Cast: Idris Elba (Roland Deschain), Matthew McConaughey (Walter Padick), Tom Taylor (Jake Chambers), Katheryn Winnick (Laurie Chambers), Fran Kranz (Pimli), Abbey Lee Kershaw (Tirana)
Ormai è un rito di passaggio, devo iniziare questa sorta di pseudo-recensioni con una premessa. La mia prima intenzione, quando ho saputo che sarebbe uscito il film, era quella di leggere il libro per arrivare al cinema pronta e preparata. Tuttavia, sono venuta a sapere che sarebbe uscito praticamente quando mi è arrivata notizia che sarebbe anche arrivato nelle sale, poco tempo dopo, It. Al che, ho deciso di iscrivermi in un gruppo di appassionati di King su facebook e di chiedere dunque direttamente agli esperti con cosa fosse meglio iniziare. E la maggioranza è stata d'accordo su una cosa: vista la mia poca esperienza con il Re, non era il caso per me, neofita, avventurarmi fra le pagine della serie de La torre nera, da tutti considerata una lettura da fare quando dell'universo di King si ha già una vasta conoscenza. Al che ho deciso di fidarmi e ho lasciato momentaneamente stare, decidendo di andare al cinema a godermi il film semplicemente per quello che era.

venerdì 2 settembre 2016

Recensione "22/11/63" di Stephen King

30 commenti
Buon venerdì pomeriggio lettori, come state? Oggi vi propongo la recensione di un romanzo che ho letto a cavallo tra la chiusura estiva del blog e le vacanze! Come vi ho già accennato, tra lavoro e impegni vari, ci ho messo più di tre settimane a finirlo, ma ne è valsa sicuramente la pena. Sto parlando del mitico 22/11/63 di Stephen King, primo romanzo di questo incredibile e amatissimo (adesso anche dalla sottoscritta) autore che leggo per intero (quando ero piccolina e andavo alle medie avevo iniziato un suo romanzo preso da quelli di mamma senza finirlo, ma mi considero giustificata, ancora non potevo reggere certi ritmi di lettura).



22/11/63
Stephen King
Editore Sperling & Kupfer ● Pagine 767
Cartonato 20,32 € ● Brossura 15,00 € ● Ebook 6,99€

Trama: Jake Epping ha trentacinque anni, è professore di inglese al liceo di Lisbon Falls, nel Maine, e arrotonda lo stipendio insegnando anche alla scuola serale. Vive solo, ma ha parecchi amici sui quali contare, e il migliore è Al, che gestisce la tavola calda. È proprio lui a rivelare a Jake il segreto che cambierà il suo destino: il negozio in realtà è un passaggio spaziotemporale che conduce al 1958.
Al coinvolge Jake in una missione folle - e follemente possibile: impedire l'assassinio di Kennedy. Comincia così la nuova esistenza di Jake nel mondo di Elvis, James Dean e JFK, delle automobili interminabili e del twist, dove convivono un'anima inquieta di nome Lee Harvey Oswald e la bella bibliotecaria Sadie Dunhill. Che diventa per Jake l'amore della vita. Una vita che sovverte tutte le regole del tempo conosciute. E forse anche quelle della Storia.


Recensione
Jake Epping è un insegnante di letteratura. Nonostante la sua vita privata, dopo la brutta separazione dalla moglie, non sia particolarmente felice, Jake non si lamenta. Gli piace il suo lavoro e insegnare lo aiuta a stare a galla e a sentirsi bene. Il giorno che però il suo amico Al, gestore di un fast food che Jake frequenta con costanza, lo invita da lui perché deve a tutti i costi mostrargli qualcosa, non sa che la sua vita sta per cambiare per sempre.
Al, che sembra stranamente invecchiato di dieci anni in un giorno, svela a Jake che all'interno del suo locale c'è un passaggio che, se varcato, conduce indietro nel tempo, al 1958, e gli parla del suo piano per impedire l'assassinio del presidente Kennedy, avvenuto più tardi nel '63. Jake inizialmente fa fatica a credere all'amico, ma non appena passa per il varco, capisce che Al gli sta dicendo la verità e così accetta di imbarcarsi in quella strana nuova incredibile avventura, un viaggio che lo cambierà nel profondo e dal quale non tornerà più lo stesso di una volta.

lunedì 20 gennaio 2014

Chi ben comincia #28

28 commenti




Chi ben comincia è una rubrica a cadenza settimanale ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da aiutarci a capire se l'eventuale lettura potrebbe risultare piacevole o meno.

Buon pomeriggio ragazzi! Mi auguro che la vostra settimana sia iniziata bene, io di certo non mi lamento! Sono di ottimo umore. Oggi ho scelto un incipit un po' diverso da quelli dei libri di cui vi parlo di solito. Tra i miei buoni propositi libreschi per questo anno nuovo, c'era quello di leggere qualcosa di King e queste che vi riporto sono le prime righe del libro che ho scelto per iniziare.


Mucchio d'ossa
di Stephen King

In un giorno caldissimo dell'agosto 1994, mia moglie mi disse che scendeva al Rite Aid di Derry a prendere una ricarica per il suo inalatore perché la sua era esaurita; un farmaco prescrittole dal medico, che credo oggigiorno si venda senza ricetta. Io per quella giornata avevo finito di scrivere e mi offrii di assumermi l'incombenza. Lei mi ringraziò, ma voleva comperare del pesce al supermercato lì accanto; due piccioni con una fava e compagnia bella. Mi soffiò un bacio col palmo della mano e uscì. La rividi in TV. È così che si identificano i morti qui a Derry, non si percorre un corridoio sotterraneo di piastrelle verde sotto lunghi tubi fluorescenti, non ti tirano fuori un cadavere nudo da una cella frigorifera. Si entra in ufficio con la scritta PRIVATO, si guarda uno schermo TV e si dice sì o no.
Il Rite Aid e lo Shopwell sono a meno di un miglio da casa nostra, in un piccolo centro commerciale che annovera anche una vendita a noleggio di videocassette, una rivendita di libri usati che si chiama Spread It Around (dove i miei vecchi paperback alimentano un vivace giro d'affari), un Radio Shack e un Fast-Foto. È in Up-Mile Hill, all'incrocio di Witcham e Jackson.
Aveva parcheggiato lì davanti al Blockbuster Video, era entrata nel drugstore e aveva presentato la sua prescrizione a Joe Wyzer, il farmacista di allora; ora lavora al Rite Aid di Bangor. All'uscita aveva preso uno di quei cioccolatini ripieni di marshmallow, il suo era a forma di topolino. Io lo trovai più tardi nella sua borsetta. Tolsi la carta e lo mangiai io, seduto al tavolo della cucina con il contenuto della sua borsetta rossa sparso davanti a me e fu come fare la Comunione. Quando alla fine mi rimase solo il retrogusto di cioccolato sulla lingua e in gola, scoppiai in lacrime. Seduto in mezzo ai suoi Kleenex e cosmetici e chiavi e avanzi di Cert piansi con le mani sopra agli occhi, come piange un bambino.
L'inalatore era in un sacchetto del Rite Aid. Era costato dodici dollari e diciotto centesimi. Nel sacchetto c'era anche qualcos'altro, un articolo costato ventidue e cinquanta. Contemplai a lungo quell'altro oggetto, vedendolo senza capirlo. Ero sorpreso, forse persino sconcertato, ma l'idea di Johanna Arlen Noonan potesse avere avuto una seconda vita, una di cui non sapevo nulla, non mi passò mai per la mente. Non in quel momento.


Scusate, mi sono dilungata qualche paragrafetto di troppo, ma proprio l'ultimo era quello più importante che dava quel qualcosa in più alla scena e non ho resistito. Devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita! Non smetto di chiedermi come sia morta la moglie del protagonista e quale sia il famoso oggetto di cui parla. Ho le smanie... voglio saperlo! Aiuto! Come farò a riporre il libro di nuovo sullo scaffale adesso?
Voi cosa ne pensate? Avete già letto il libro o avete in programma di farlo? Fatemi sapere, alla prossima!