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martedì 29 ottobre 2013

Recensione "Some quiet place" di Kelsey Sutton

25 commenti
Buon pomeriggio lettori! Qualche giorno fa ho concluso la lettura in lingua di Some quiet place di Kelsey Sutton e adesso eccomi qui a parlarvene! Se volete leggere l'incipit, da me tradotto, lo trovate qui.
Ci tengo comunque a precisare che questo romanzo è autoconclusivo, in fondo è indicato un secondo libro per la serie, ma si tratta di una storia con personaggi diversi scollegata da questa, ambientata semplicemente nello stesso mondo.



Some quiet place
di Kelsey Sutton

Inedito in Italia!
Editore: Flux
Prezzo: 6,96 €
Pagine: 331

Trama: Non riesco a piangere. Non provo paura. Sono cresciuta cercando di imparare al meglio come fingere di sentire qualcosa.
Elizabeth Caldwell non sente le emozioni... lei le vede. Brama, Vergogna e Coraggio si materializzano accanto ai suoi compagni di classe. Furia e Risentimento fanno le loro apparizioni tra le pareti della sua casa. Si sono tutti arresi con Elizabeth, perché lei non reagisce al loro tocco. Tutti sì, tranne uno, Paura.
Lui è intrigato da lei, così tanto da voler capire cosa è successo nell'incidente che ha reso Elizabeth com'è, cambiandole la vita.
Entrambi percepiscono che la chiave per comprendere il suo passato è nascosta nei dipinti che Elizabeth nasconde nel granaio e che ha tratto dai suoi sogni. Ma una minaccia oscura ha iniziato a perseguitarla ed Elizabeth riesce a malapena a evitare la brutalità della sua vita abbastanza a lungo per scoprire la verità su se stessa. Quando arriverà il momento in cui ne avrà bisogno, riuscirà ad affidarsi a Paura perché riesca a salvarla?
Traduzione © daydream

Recensione
Elizabeth sa di non essere come tutte le altre persone che la circondano. Lei non è capace di provare emozioni e ne è consapevole. Non riesce a sentire assolutamente niente neanche quando la sua migliore amica malata sviene davanti ai suoi occhi, o quando viene derisa dalle ragazze a scuola che si divertono a chiamarla "mostro". Sua madre la tratta come un'estranea, come se non fosse sua figlia, e suo padre quando è ubriaco non si fa tanti problemi a picchiarla, ma a Elizabeth non importa. A lei non importa di niente.