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sabato 1 luglio 2017

Mare di libri 2017
▸ Quattro chiacchiere con le autrici: Jennifer Donnelly, Katherine Rundell, Natasha Pulley

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Buon pomeriggio lettori! Eccomi qui finalmente con l'ultimo post dedicato a Mare di libri. Oggi avrete modo di leggere le domande e le risposte che ho avuto il piacere di porre a tre bravissime autrici. Come vi ho già accennato nei post di recap (SABATO 17 - DOMENICA 18) io e le ragazze, abbiamo condotto insieme le interviste, dunque sul mio blog trovate soltanto alcune delle domande. Trovate le restanti già online su She was in wonderland, Sweety readers e Leacomy in wonderland.

JENNIFER   DONNELLY
Jennifer è stata la prima che abbiamo intervistato. È stata davvero adorabile con noi e, prima di iniziare l'intervista, ci ha chiesto cosa facessimo nella vita. Poi, quando abbiamo finito con le domande, ci ha chiesto se a qualcuna di noi piacesse scrivere e ci ha dato dei preziosi consigli e infine, è stata lei stessa a chiedere di farci una foto tutte insieme e l'ha poi pubblicato sulla sua pagina facebook.

Puoi raccontarci qualcosa riguardo al tuo processo di scrittura e riguardo alle ricerche che fai solitamente quando decidi di ambientare un libro in un determinato periodo storico?
Per quanto riguarda il mio processo di scrittura, ecco io ho una figlia, ha tredici anni e non è più una bambina, ma mi tiene abbastanza impegnata dunque cerco di scrivere più che posso durante la giornata, tra i passaggi a scuola, la preparazione della cena, il cercare di essere parte attiva della famiglia, e poi torno a scrivere di sera, ma tutto dipende da quanto sono vicine le mie scadenze.
Per quanto riguarda le ricerche sui periodi storici, le inizio prima di iniziare a scrivere, mentre sto scrivendo, e continuo a farle persino nella fase di editing. È una cosa che amo fare in modo particolare perché amo la storia e il modo in cui riesce a stuzzicare la mia fantasia, ma è anche una cosa necessaria perché è il genere a richiederla. I lettori leggono molto e tendono ad arrabbiarsi se commetti degli errori. Quindi l'intero processo, a volte richiede qualche mese, a volte persino anni.

martedì 30 agosto 2016

Intervista: quattro chiacchiere con Valentina D'Urbano sul nuovo "Non aspettare la notte"

8 commenti
Buon pomeriggio lettori, grazie di cuore a tutti per il caloroso bentornato! Come vi ho anticipato ieri, oggi sul blog la mia ospite è niente di meno che Valentina D'Urbano, una delle autrici italiane che più stimo e apprezzo in assoluto. Potete trovare online le mie vecchie recensioni per Acquanera e per Il rumore dei tuoi passi.
Grazie alla gentilezza e disponibilità di Tommaso e di Gloria, addetti stampa della Longanesi, ho potuto prendere parte a questa sorta di iniziativa. Ho letto il romanzo in anteprima - e sarà mia premura pubblicare la recensione al più presto - e ho avuto modo di intervistare Valentina e come me anche altri blogger (potete trovare su Il profumo dei libri il post di ieri dedicato). Curiosi? Non mi resta che lasciarvi all'intervista, buona lettura!

DENISENon ho potuto fare a meno di notare che, mentre per Il rumore dei tuoi passi, Acquanera e Alfredo hai scelto la prima persona, per Non aspettare la notte e Quella vita che ci manca hai invece optato per narrare la storia in terza persona. Come mai? Vuoi spiegarci cosa ti ha spinto verso questo cambiamento?
VALENTINA › In realtà una vera ragione non c’è. Ci sono alcune storie che funzionano bene in prima persona, altre invece che per svilupparsi hanno bisogno del narratore onnisciente, dipende da quello che uno vuole mettere in luce.
È la storia stessa a suggerirmi quale tipo di narrazione usare.
E poi cambiare mi diverte, spostare il punto di vista evita la noia e spezza un po’ il filo del racconto tra un libro e l’altro.

DENISEAngelica è un personaggio estremamente complesso e con cui, in certe occasioni, può essere difficile entrare in empatia. Da autrice e mente che le ha dato la luce, come l'hai percepita? Come hai vissuto la sua storia sulla tua pelle?
VALENTINA › A differenza di altri personaggi con cui ho avuto spesso un rapporto di amore-odio, Angelica l’ho amata da subito. Ho provato per lei una grande tenerezza e un grande affetto, perché è forte sì, ma tra tutti i personaggi a cui ho dato vita, è anche la più fragile.

lunedì 11 luglio 2016

Talking about #26 Recap mare di libri 19/06 + Intervista a Sally Gardner

6 commenti
Talking about è una rubrica a cadenza casuale che ho ideato per fare delle chiacchiere insieme su tutto ciò che riguarda i libri e la lettura. Ad ogni appuntamento tratterò un argomento diverso, dalle top ten, ai meme, a tutto ciò che mi passa per la testa e che ho voglia di condividere con voi lettori.

Buongiorno lettori e buon inizio settimana, come state? Finalmente il momento è arrivato: non vedevo l'ora di parlarvi della mia esperienza a Mare di libri di quest'anno, dunque eccomi qui con un bel recap della giornata e con un contenuto in esclusiva: l'intervista a Sally Gardner.

Procedendo per passi, le mie compagne di avventura della giornata sono state Juliette di Sweety readers, Valy di Sparkle from book, Veronica di She was in wonderland e Annachiara di Please another book. L'intervista alla Gardner l'ho voluta organizzare io e con piacere ho voluto coinvolgere anche le ragazze. Le domande poi, le abbiamo tradotte insieme e gliene abbiamo poste un paio a testa. Quindi, su ogni blog, troverete delle domande diverse, dunque vi basta cliccare sui link col nome del blog vicino ai nomi delle ragazze qui di sopra e vi si apriranno i loro post.

Partiamo dal principio! Io e Juliette eravamo quelle più vicine a Rimini, dunque ci siamo messe d'accordo per vederci sulle nove. Siamo arrivate in stazione praticamente in contemporanea - dato che ci eravamo già incontrate un paio di mesi fa quando lei è venuta a visitare Ravenna, già ci conoscevamo ed è stato un piacere ritrovarci - e insieme ci siamo incamminate verso il centro. Dato che a entrambe era stato concesso l'accredito stampa per il festival, per prima cosa siamo andate alla libreria allestita per l'evento per ritirare i nostri pass e abbiamo chiesto di Anna, la ragazza volontaria responsabile per l'ufficio stampa che ci ha accolto e con cui abbiamo volentieri scambiato due chiacchiere.
Dopo di che, siamo andate in perlustrazione per capire dove si sarebbe tenuto l'incontro con Boyne e, una volta visto che era praticamente dietro l'angolo, siamo tornate alla libreria del festival e abbiamo fatto un bel giro tra gli scaffali esaminando tutti i libri protagonisti.

Quando si è fatta ora, siamo tornate al Teatro degli Atti e l'incontro con John Boyne, celebre autore de Il bambino con il pigiama a righe, è iniziato. Boyne si è dimostrato un uomo molto tranquillo e disponibile. I ragazzi gli hanno posto diversi quesiti sui suoi romanzi, concentrandosi soprattutto su Il bambino in cima alla montagna. Gli hanno chiesto dettagli sui suoi personaggi e sul perché aveva deciso di farli incontrare tra loro in certi contesti e gli hanno anche domandato cosa pensasse delle critiche mosse ai suoi libri per l'autenticità dei fatti storici. Questa domanda in particolare mi è molto piaciuta, perché Boyne ha fatto un discorso molto intelligente, dicendo che lui non scrive saggi, ma romanzi, che le situazioni che lui immagina, sono ovviamente ipotetiche e proprio per questo, lui non ha problemi a prendersi delle libertà, se necessario a raccontare le cose come lui pensa di volerle raccontare.
Questo incontro mi è piaciuto molto, mi ha aiutato a capire di più dell'autore e mi ha ben predisposto verso la lettura dei suoi romanzi. Purtroppo, non ho avuto tempo di leggerne qualcuno per tempo, ma rimedierò senz'altro al più presto. Ad ogni modo, avevo acquistato, prima dell'evento, Resta dove sei e poi vai, da far autografare per ricordo.

mercoledì 22 giugno 2016

Intervista: quattro chiacchiere con Alice Basso

6 commenti
Buongiorno lettori, come state? Oggi sono qui a tenervi compagnia con un post un po' inusuale e diverso dai soliti. Non capita spesso infatti che mi metta a fare interviste, ma nelle scorse settimane, dopo aver letto L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome (QUI la mia recensione) ho avuto modo di parlare con l'autrice, Alice Basso.
L'ho contattata per farle i complimenti per il romanzo e si è rivelata davvero una persona deliziosa e disponibile
, dunque non potevo non approfittarne, così le ho chiesto se le avrebbe fatto piacere essere mia ospite virtuale e lei ha accettato, dunque eccoci qui!
Spero che abbiate voglia di leggere questa intervista. Alice è davvero un tesoro, ve lo assicuro. Se avete già letto i suoi romanzi, riconoscerete la sua incalzante ironia, se invece non li avete ancora letti... penso che scoprire chi sta dietro a questi libri, possa invogliarvi a dargli una possibilità, dunque vi auguro buona lettura.

Ciao Alice, benvenuta! È davvero un immenso piacere averti qui, ospite nel mio angolino. Prima di partire con la raffica di domande, iniziamo con qualcosa di semplice per le persone che ancora non ti conoscono. Chi è Alice Basso? Parlaci un po' di te.
Buongiorno a te! Dunque, Alice Basso è una nanerottola di 36 anni che fa la redattrice, l'editor e la traduttrice per alcune piccole case editrici; nel tempo libero (quando ne ha) suona con due band, legge sempre troppo poco, guarda serie tv e cerca di andare a cena fuori. Vive con il fidanzato (che, curiosamente, è invece molto alto) appena fuori Torino, dove si è trasferita nel 2006. Una volta era una che studiava seriamente, oggi di roba seria ne ha piene le scatole e considera lo scopo della sua vita ridere e far ridere.

Descrivici una tua giornata tipo! Cosa fai solitamente, dall'alba al tramonto?
Mi alzo (alla quarta sveglia); vado al lavoro e resto nove ore con le chiappe incollate alla poltrona ergonomica dell'Ikea che fronteggia il computer della mia scrivania. A questo computer, per otto delle nove ore correggo i libri che mi arrivano dall'editore,
scrivo email agli autori o ai distributori, scrivo quarte di copertina e schede promozionali, insomma faccio tutti i tipi di lavori che si svolgono normalmente in una redazione. Per l'ora restante, quella della pausa pranzo, in certi periodi dell'anno può essere che, fra un boccone e l'altro (di insalata monoporzione quando va bene, di focaccia della panetteria vicina quando invece no), può essere che scriva un libro. La sera o torno a casa e ceno come una persona normale, sbrigo qualche faccenda domestica come una persona normale, e poi in certi periodi dell'anno può essere che vada avanti a scrivere un libro, anche questo come molte persone normali che conosco, oppure vado alle prove in qualche scantinato con una delle mie due band, anche questo come molte persone normali che conosco, anche se mediamente hanno una decina d'anni meno di me.

venerdì 6 maggio 2016

Blogtour "Il segreto della regina rossa" di A.G. Howard | 3° tappa: intervista all'autrice

40 commenti
Buon pomeriggio lettori, come state? Io devo dire che, stanchezza e giornate pienissime a parte, sto alla grande! È un periodo che le cose sembrano andarmi particolarmente bene, finalmente sembra che stia riuscendo a uscire dal club MAIUNAGIOIA. Comunque sia, metto da parte le chiacchiere, perché questa per il blog è una giornata speciale.

Questa settimana è iniziato il blogtour dedicato a Il segreto della regina rossa di A.G. Howard - arrivato ieri nelle nostre librerie - che ho avuto il piacere di organizzare insieme ad alcune colleghe blogger. Lunedì, Ambra ha pubblicato su PARANORMALBOOKSLOVER la prima tappa con presentazione e incipit e mercoledì, Valy ha pubblicato su SPARKLE FROM BOOKS la seconda, con i recap delle trame precedenti.
Oggi tocca a me, che invece vi proporrò la fantastica intervista che abbiamo avuto occasione di fare tutte insieme (dunque hanno contributo all'ideazione delle domande anche Veronica SHE WAS IN WONDERLAND e Vanessa I LIBRI SONO UN ANTIDOTO ALLA TRISTEZZA) all'autrice, che si è dimostrata una persona deliziosa e molto ben disposta a parlare di sé e del suo lavoro.
Speriamo vivamente che vi innamoriate ancora di più di lei proprio come è successo a noi. Non spaventatevi per la mole dell'intervista, vi garantiamo che varrà la pena leggerne ogni parola. In fondo al post, la trovate sotto spoiler anche in lingua originale. Buona lettura!

#1 Ciao Anita, benvenuta! Sono davvero entusiasta di averti qui nel mio blog. Perché non ci dici qualcosa di te per iniziare? Chi è A. G. Howard come scrittrice e come persona?
Grazie a te per l’ospitalità e per aver ideato delle domande così interessanti!
Il mio nome completo è Anita Grace Howard. Sono nata in Massachusetts il 9 di giugno (preferisco tenere l’anno per me ahahh) e adesso abito in Texas. Ho due figli: un maschio e una femmina. Mio marito si occupa di computer e tecnologia dunque è PARECCHIO più intelligente di quanto io non abbia mai sognato di essere. È lui che mi aiuta con il mio sito quando trova il tempo. Abbiamo un Labrador Retriever e anche due porcellini d'India. Nel tempo libero, mi piace leggere, come avrai probabilmente intuito. Un tempo mi piaceva anche cucire, e c’è stato un periodo in cui avrei voluto diventare una stilista, ma ormai è una cosa passata. Adesso vado sui pattini, faccio giardinaggio e faccio visita a vecchie tombe ed edifici abbandonati. Mi piace anche passare del tempo con la mia famiglia e ogni tanto mi diverto a cucinare (ogni tanto vengo anche pagata per decorare qualche torta!), ma quando sono troppo impegnata con le scadenze, preferisco ordinare da asporto. I miei due cibi preferiti sono cioccolato e pizza. ^.^

#2 Che relazione hai avuto con la storia originale di Alice mentre lavoravi alla stesura di quella di Alyssa? Hai fatto qualche tipo di ricerca particolare sui libri di Lewis Carroll per comprendere meglio il suo lavoro? Quanto tempo ti ci è voluto?
Ho letto Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie e il suo seguito, Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, quando avevo circa dodici o tredici anni. Mio padre è sempre stato un grande fanatico della Disney, e sono praticamente cresciuta guardando ogni rivisitazione delle loro storie: Bianca neve e i sette nani, La bella addormentata nel bosco, Cenerentola e, ovviamente, Alice nel paese delle meraviglie (insieme a tanti altri). Non ricordo comunque se il libro di Lewis Carroll l’avevo preso in prestito dalla biblioteca della scuola, oppure se avevo obbligato i miei genitori a comprarmelo, ma ho letto e assaporato con gusto ogni scena (c’è da dire che ai tempi immaginavo il Gatto del Cheshire come un giovane e bellissimo principe vittima di un incantesimo … sono esageratamente romantica; anche tutt’oggi, nella mia testa, ogni storia ha bisogno di un principe). Comunque, ho letto nuovamente i libri quando ho iniziato a scrivere Il mio splendido migliore amico, per rinfrescarmi la memoria.

giovedì 25 giugno 2015

Intervista: quattro chiacchiere con Francesca Diotallevi

10 commenti
Buon pomeriggio lettori! Non so se ve lo ricordate, ma poco più di un mese fa sono stata a Roma qualche giorno, io e il mio ragazzo siamo andati a vedere gli Internazionali BNL di Tennis e abbiamo colto l'occasione per visitare la città per la seconda volta.
Perché sto ad annoiarvi con questa pseudo cronaca dei fatti miei? Perché dal momento che ho avuto conferma che avremo fatto questa piccola vacanza, ho subito contattato Francesca Diotallevi, ricordandomi che lei stava da quelle parti, e così ci siamo messe d'accordo per incontrarci un giorno durante la sua pausa pranzo. Avevamo appuntamento a Piazza di Spagna e per far sì che mi riconoscesse, sfoggiavo tra le braccia la mia copia de Le stanze buie!
Comunque non voglio annoiarvi con la cronaca di quella giornata, ma dopo il nostro incontro, in cui ho riempito Francesca di domande - tra l'altro vi assicuro che dal vivo è davvero adorabile! - le ho chiesto se le andava di rispondere per iscritto a qualche domanda in modo che potessi riportare l'intervista sul blog così da stuzzicare anche un po' la curiosità di voi lettori e dunque eccoci qui. Se siete curiosi di saperne di più su Francesca, su Le stanze buie (a proposito, in caso non lo conosciate magari, potete trovare la mia recensione qui) e sul nuovo romanzo di Francesca che uscirà questo autunno per Mondadori, siete nel posto giusto. Buona lettura!

Ciao Francesca, benvenuta! È davvero un grandissimo piacere averti qui sul mio blog. Nel caso ci stia leggendo qualcuno che ancora non conosce te e il tuo romanzo, partiamo con i convenevoli. Chi è Francesca Diotallevi e cosa fa nella vita?
Ciao Denise, il piacere è mio e grazie per avermi invitato! Partiamo subito con le domande difficili a quanto pare... Proviamo. Chi sono?
Una ragazza che ha letto troppi libri, probabilmente, ma mai abbastanza. Sono una persona tranquilla, di quelle che la gente definisce 'un po' svanite', con la testa tra le nuvole. Può darsi che, mentre qualcuno mi parla, io stia pensando a come X e Y possano chiarirsi dopo che X ha detto a Y delle cose tremende. Il guaio è che X e Y non esistono, se non nella mia testa. Questo in genere comporta notevoli problemi nelle relazioni quotidiane... non tutti vivono con una schiera di amici invisibili costantemente alle calcagna. A meno che non abbiano cinque anni. O a meno che non siano scrittori.


Da dove è nata la tua passione per la scrittura? Hai sempre desiderato scrivere oppure è stato qualcosa che hai iniziato a fare per caso?
Qui ti posso rispondere con assoluta sicurezza: no, non sono nata con la penna in mano. Il mio avvicinarmi alla scrittura è una conseguenza diretta del mio amore per la lettura e, benché da bambina, e in seguito anche durante l'adolescenza, abbia riempito diari su diari con le mie mirabolanti imprese (ma quali? più che altro erano monologhi lagnosi sulla mia situazione sentimentale, in fondo i diari sono tutti così), non ho mai pensato alla possibilità di ideare e sviluppare storie tutte mie fino agli anni dell'università. Le stanze buie rappresenta il mio primo approccio a una storia originale, mi ha aperto un mondo di infinite possibilità.

mercoledì 19 febbraio 2014

Breve intervista all'autrice Kerstin Gier

29 commenti
Buonasera lettori! Qualche settimana fa la Corbaccio ha dato ad alcuni blogger la possibilità di fare qualche domanda a Kerstin Gier, l'autrice della trilogia delle gemme e del più fresco Silver (qui trovate la
mia recensione) e ovviamente non potevo lasciarmi sfuggire questa occasione proprio io che adoro questa donna enormemente e che non vedevo l'ora che tornasse!

Silver il nuovo romanzo della Gier sviluppato attorno al mondo dei sogni - tematica che mi affascina da morire - mi è davvero piaciuto e devo dire che, proprio come mi successe ai tempi di Red, dopo averlo finito avrei subito voluto avere tra le mani il seguito per saperne di più e per capire come la storia sarebbe proseguita.
Avrei voluto riempire Kerstin di domande a riguardo, purtroppo però gliene ho potute fare solo tre, ma va beh, chi si accontenta gode, dicevano. Quindi non ci resta che accontentarci!

#1 Come mai hai deciso di trattare proprio l'argomento sogni in questa nuova serie?
Tanto tempo fa ho sognato questa storia! I sogni non sono forse la cosa più importante della vita? Senza i sogni tutto sarebbe più grigio, perché nei sogni tutto è possibile. Per questo motivo mi sono particolarmente divertita a scrivere Silver. Provate a immaginare che qualcuno possa entrare nei vostri sogni.. e non potete nemmeno essere sicuri se lo state sognando o se state sognando insieme a lui.

#2 Ho trovato davvero originale l'idea che ognuno, nel mondo dei sogni, avesse una propria porta con delle caratteristiche ben precise. Come sarebbe la tua porta? E con quali meccanismi la difenderesti?
La mia per il momento è nera e argento con una civetta rossa e una lucertola-vampiro decisamente pericolosa come maniglia. Dubito che qualcuno potrebbe trovare il coraggio di aprirla! :)

#3 Mi ha molto incuriosito la figura di Secrecy, come ti è venuto in mente di inserirla? Poi, se posso chiedere, si nasconde dietro al volto di uno dei personaggi che abbiamo già incontrato?
Beh i misteri sono la mia passione, e anche gli indovinelli. Inserire una voce fuori campo anonima ma onnisciente è una sfida che lancio ai miei lettori: secondo te chi potrebbe essere?

Cattiva Kerstin che ha risposto alla mia ultima domanda con un'altra domanda! Se avete già letto il romanzo saprete che Secrecy è una blogger misteriosa che pubblica gossip riguardo ai ragazzi popolari della scuola frequentata dalla protagonista. Ho iniziato seriamente a
pensarci a lettura ultimata e anche dopo che Kerstin mi ha riproposto la domanda, ma non ho idea di chi potrebbe essere. Voi?


Comunque ci terrei tanto a farvi una domanda, spero rispondiate anche se questa volta non c'è in palio niente, se non il piacere di fare due chiacchiere. Ed ecco vengo al dunque e vi sparo la domanda - in pratica vi rigiro quella che ho fatto alla Gier - come sarebbe la porta dei vostri sogni? Di che colore sarebbe, in che materiale e con che meccanismi la difendereste da eventuali intrusi?
Io al momento mi figuro la mia come una porta blu scuro, in legno molto lavorato. Una porta senza maniglia e senza serratura. Per passare ogni volta, bisognerebbe rispondere a un indovinello sempre diverso. Vi ricorda qualcosa? Ho preso ispirazione proprio dall'ingresso della sala comunque di Corvonero della saga di Harry Potter! Non metterei ulteriori protezioni, però farei sì che gli indovinelli fossero difficili in modo che bisognerebbe meritarselo davvero di entrare!

E voi che mi dite della vostra porta? Su, rispondete che son curiosa. Spero abbiate gradito l'intervista e alla prossima! P.S. il blog ha raggiunto oggi i 600 follower! Grazie mille di cuore a tutti voi che mi seguite c:

martedì 16 luglio 2013

GdL "La bambina senza cuore" - L'intervista a Emanuela Valentini!

14 commenti
Buongiorno lettori! Vi ricordate che nel post conclusivo del GdL dedicato a La bambina senza cuore, avevo lanciato la sfida "fai una domanda a Emanuela Valentini" in modo da fare interagire noi lettori con l'autrice? Ebbene ho raccolto le vostre domande e ne ho fatte di mie per rendere l'intervista piena e completa!
Inoltre vi avevo detto che il vincitore - ovvero colui che avrebbe fatto la domanda più interessante secondo Emanuela - avrebbe avuto un premio speciale! Indovinate di cosa si tratta? Vi dico già subito che a vincere è stata Aquila Reale e ha vinto una copia ebook di Ophelia e le officine del tempo, l'altro romanzo di Emanuela da poco uscito! Complimenti cara :D
Ora la smetto di annoiarvi e vi lascio all'intervista!

Denise › › Ciao Emanuela! Benvenuta sul mio blog, è un piacere averti ospite qui e ti ringrazio per aver accettato di fare l'intervista! Partirò io con qualche domanda e dopo ti proporrò anche quelle fatte dai lettori, sei pronta?
Emanuela › › Ciao cara! Sono prontissima.

D › › Innanzitutto parlaci un po' di te e della tua carriera da scrittrice!
E › › Ah, che bella domanda, vorrei poter scrivere pagine e pagine ma devo limitarmi: primo perché non mi considero ancora una scrittrice, secondo perché la mia carriera è appena cominciata. Voglio spiegare il primo punto della risposta: per me gli scrittori sono i grandi. Quelli che con le loro opere hanno lasciato traccia nel tempo. Quelli che per mezzo dei loro romanzi si sono fatti messaggeri di grandi cambiamenti storici, sociali, culturali; è difficile pensarmi scrittrice, ma sto studiando e lavorando affinché, un giorno, magari non troppo lontano, questo possa dirsi, a ragione, anche di me.

mercoledì 1 agosto 2012

Recensione "Stryx - Il marchio della strega" e intervista all'autrice Connie Furnari

12 commenti
Non è passato molto tempo da quando Connie Furnari mi ha contattato chiedendomi se ero interessata a leggere il suo libro. Ebbene sto parlando di Stryx - Il marchio della strega che ho concluso in pochi giorni!
Fa sempre piacere leggere qualcosa che provenga dagli autori italiani, inoltre Connie mi ha anche concesso una piccola intervista! La trovate dopo la recensione, mirraccomando, non perdetela!

Titolo: Stryx - Il marchio della strega
Autore: Connie Furnari
Editore: Edizioni della sera
Prezzo: 12,00 €
Pagine: 292




Trama: Dopo aver vissuto in Inghilterra, Sarah, una potente strega, torna a Salem decisa a ricominciare una nuova vita senza la magia. Inaspettatamente giunge la sorella minore: Susan, strega intrigante e perversa che ha scelto di passare al lato oscuro per la sete di potere, determinata a sconvolgere l’esistenza di Sarah e degli ignari studenti del liceo di Salem. La vita scolastica si rivela fin da subito molto più dura del previsto. L’unico apparentemente interessato a conoscerla è un giovane dai grandi occhi grigio azzurro: Scott. Il solo ad essere in grado di risvegliare in lei antichi sentimenti che credeva ormai essere assopiti. Ma Salem ben presto comincerà ad essere sconvolta da numerosi delitti inspiegabili, il cui unico filo conduttore sarà un marchio a forma di ‘S’ posto sulle vittime. Le strade della cittadina diventano pericolose trappole mortali, e a Sarah non resterà altro che affrontare il suo oscuro passato per poter salvare le altre giovani streghe e sé stessa.

Recensione
Era da tanto che non leggevo un libro che vedeva delle streghe come protagoniste, certo nella letteratura ci sono moltissimi esempi di diverse varietà di streghe. Connie Furnari, in questo suo romanzo, ce le ripropone alla vecchia maniera.

Sarah e Susan infatti, sono due sorelle diventate streghe ai tempi dei puritani, secoli orsono, proprio nella cittadina di Salem. Da classiche streghe quali sono, possiedono un ampio arsenale che va dalle pozioni, alle scope e come fedeli e secolari animali di compagnia si fanno accompagnare da una gatta nera e da un corvo.