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lunedì 8 gennaio 2018

Recensione "L'allieva" Alessia Gazzola

8 commenti
Buongiorno lettori come state? Scusate se, come al solito sono un po' latitante, ma purtroppo a lavoro stiamo attraversando un periodo davvero impegnativo, per cui quando arrivo a casa la sera, spesso e volentieri non ho voglia di fare nulla di troppo impegnativo e il tempo libero in cui non sono una pseudo-ameba tende a scarseggiare.
Andando oltre queste fantastiche premesse (!) eccomi qui con la prima recensione dell'anno! So bene che tutti, in un modo o nell'altro, conoscete, avete letto o avete quanto meno sentito nominare, L'allieva di Alessia Gazzola. Ebbene, io mi sono decisa a leggere il romanzo soltanto adesso e, insomma, meglio tardi che mai.



L'allieva
Alessia Gazzola
Editore Longanesi/Tea ● Pagine 376
Cartonato 14,90 € ● Brossura N/D ● Ebook 3,99 €

Trama: Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po' distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l'istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall'affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più). Fino all'omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un'aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.


Recensione
Nonostante non sia la migliore del suo corso e non passi ogni minuto del suo tempo libero in istituto come altre compagne, Alice Allevi ama con tutta se stessa la medicina legale e tiene alla sua specializzazione più che a ogni altra cosa al mondo. Non sono però dello stesso avviso alcuni dei suoi professori, che la ritengono troppo sbadata e sostengono che dovrebbe impegnarsi di più. Alice, suo malgrado, si ritrova a riceve un ultimatum: se non riuscirà a dimostrare loro di essere degna, verrà bocciata e dovrà ripetere l'anno.

lunedì 29 febbraio 2016

Recensione "Il rumore dei tuoi passi" di Valentina D'Urbano

18 commenti
Buongiorno lettori e buon inizio settimana! Grazie alla fidata programmazione di blogger cercherò di farvi compagnia come meglio riesco nelle prossime settimane, anche se sarò comunque meno presente e dunque tarderò a leggere gli aggiornamenti dei vostri blog e a rispondere ai commenti.
Oggi vi lascio il mio pensiero riguardo a Il rumore dei tuoi passi, il romanzo d'esordio della fantastica Valentina D'Urbano.



Il rumore dei tuoi passi
Valentina D'Urbano
Editore TeA ● Pagine 347
Cartonato 14,90 € ● Brossura 5,00 € ● Ebook 3,99€

Trama: In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato "la Fortezza", Beatrice e Alfredo sono per tutti "i gemelli". I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un'amicizia ruvida come l'intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un'amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent'anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.


Recensione
Bea e Alfredo sono cresciuti nella miseria e nel degrado della Fortezza - un quartiere occupato abusivamente da famiglie che non possono permettersi di pagare per avere un tetto sopra alla testa - e fin da bambini hanno coltivato un rapporto speciale, fatto di amore e odio, di intese e litigate, sviluppando una vera e propria dipendenza l'uno nei confronti dell'altro. Bea non riesce a pensare alla sua vita senza Alfredo e Alfredo non riesce a pensare alla sua vita senza Bea.

La loro storia però, non è destinata ad avere un lieto fine. Bea e Alfredo non invecchieranno insieme, non riusciranno a crescere dei bambini, non avranno mai una casa tutta loro. Alfredo morirà, poco più che vent'enne, lasciando Bea da sola. Durante il suo funerale, Bea si ritroverà a fare un viaggio neri ricordi e inizierà a raccontare al lettore del loro rapporto, mostrandogli il modo in cui si sono conosciuti e accompagnandolo in punta di piedi nelle loro vite, pagina dopo pagina, respiro dopo respiro, fino ad arrivare all'ineluttabile.

martedì 27 ottobre 2015

Recensione "L'amore è un difetto meraviglioso" di Graeme Simsion

22 commenti
Buongiorno lettori! Come ormai di consueto, il blog inizia la settimana con una bella recensione. Oggi voglio parlarvi di un libro che mi ha davvero stupita, L'amore è un difetto meraviglioso di Graeme Simsion. Come vi dicevo nella rubrica delle entrate quando ve l'ho mostrato, l'ho acquistato incuriosita dal fatto che Jennifer Lawrence avrebbe avuto il ruolo della protagonista femminile nella trasposizione cinematografica. Di recente però, ho letto che ha dovuto rinunciare al progetto, un vero peccato, in ogni caso comunque le sono *grata* perché altrimenti con tutta probabilità mi sarei lasciata sfuggire questo gioiellino.
P.S. oggi è iniziato il blogtour de IL SEGRETO DELLA CRISALIDE, la prima tappa la trovate su QUI!



L'amore è un difetto meraviglioso
Graeme Simsion
Editore TEA ● Pagine 300
Brossura 9,90 € ● Tascabile 5,00 € ● Ebook 6,99 €

Trama: "Mi chiamo Don Tillman, ho trentanove anni e sono un professore di genetica presso l’Università di Melbourne. Ho una posizione ben retribuita, seguo un’alimentazione strutturata e regolare, ho molta cura del mio fisico. Nel regno animale, non avrei alcuna difficoltà a trovare una compagna e a riprodurmi.Perciò, il motivo per cui sono ancora scapolo mi è oscuro.Tuttavia ho fatto una scoperta incredibile: statisticamente, gli uomini sposati sono in media più felici… e vivono più a lungo!Per questo ho dato vita a un progetto: il Progetto Moglie.Ho elaborato un algoritmo perfetto che mi consentirà di escludere le candidate inadatte – le fumatrici, le ritardatarie, le schizzinose, quelle troppo attente al loro aspetto… e tutte quelle che non rispondono agli altri criteri che ho incluso nelle sedici pagine del mio questionario.Questo è il resoconto scientifico – anche se mi hanno spiegato che si definisce romanzo – degli esiti del mio progetto. Leggendolo, incontrerete una persona che si chiama Rosie ed è la più inadatta delle candidate al mio Progetto Moglie. Ma troverete forse anche la risposta a una domanda fondamentale: l’amore può davvero cambiare un uomo? Anche un uomo come me?"


Recensione
Don Tillman è un trentanovenne alquanto particolare. È terribilmente intelligente, quasi geniale, impara le cose più svariate più fretta di qualsiasi altro individuo. Non arriva mai né in ritardo, né in anticipo. Ossessionato dalla routine - e probabilmente affetto da una forma di autismo a cui però non viene mai fatto diretto riferimento nello specifico durante la narrazione - Don organizza il suo tempo giorno per giorno in modo maniacale, senza sprecare mai nemmeno un minuto. Incapace di provare empatia e di relazionarsi al meglio col prossimo, possiede soltanto due amici: Gene, collega genetista come lui, e Claudia, sua moglie.

Un giorno, deluso da vari appuntamenti non andati a buon fine, e desideroso di trovare una compagna per la vita, Don decide di dare inizio al Progetto Moglie mettendo a punto un questionario di selezione che, secondo lui, potrebbe aiutarlo a trovare la candidata perfetta.

venerdì 4 settembre 2015

Recensione "Acquanera" di Valentina D'Urbano

24 commenti
Buongiorno lettori! Pronti per la carrellata di recensioni in arretrato? Ho penso di iniziare lasciandovi oggi il mio parere riguardo ad Acquanera di Valentina D'Urbano, primo romanzo che leggo di questa autrice nostrana che, come vi ho anticipato, ho apprezzato moltissimo.



Acquanera
di Valentina D'Urbano

Editore: TeA
Prezzo: 10,00 €
Pagine: 357

Trama: È un mattino di pioggia gelida, che cade di traverso e taglia la faccia, quello in cui Fortuna torna a casa. Sono passati dieci anni dall'ultima volta, ma Roccachiara è rimasto uguale a un tempo: un paesino abbarbicato alle montagne e a precipizio su un lago, le cui acque sembrano inghiottire la luce del sole. Fortuna pensava di essere riuscita a scappare, di aver finalmente lasciato il passato alle spalle, spezzato i legami con ciò che resta della sua famiglia per rinascere a nuova vita, lontano. Ma nessun segreto può resistere all'erosione dell'acqua nera del lago. A richiamarla a Roccachiara è un ritrovamento, nel profondo del bosco, che potrebbe spiegare l'improvvisa scomparsa della sua migliore amica, Luce. O forse, a costringerla a quel ritorno è la forza invisibile che ha sempre unito la sua famiglia: tre generazioni di donne tenaci e coraggiose, ognuna a suo modo. E forse, questa volta, è giunta l'ora che Fortuna dipani i segreti nascosti nella storia della sua famiglia. Forse è ora che capisca qual è la natura di quella forza invisibile, per riuscire a darle un nome. Sperando che si chiami amore.


Recensione
Il giorno in cui Fortuna, dopo anni e anni di lontananza, decide di tornare a Roccachiara, il paese in cui è nata e cresciuta, non è un giorno come tutti gli altri. I resti del corpo di Luce, la sua migliore amica d'infanzia, scomparsa da tempo immemore senza lasciare traccia, sono stati trovati nel bosco e lei ci tiene a darle un ultimo saluto.
Ad aspettarla, sempre più fragile e dall'aspetto ancora più consumato e fiacco, c'è sua madre Onda, la sensitiva del paese, la donna che vede gli spiriti dei morti, ma che non è mai stata in grado di ritrovare proprio la sua amica.

giovedì 15 gennaio 2015

Recensione "La bussola d'oro" di Philip Pullman

32 commenti
Buon pomeriggio lettori, come state? Non so che tempo sta facendo dalle vostre parti, ma qui in certi momenti della giornata sembra quasi di essere in primavera! Oggi comunque volevo proporvi la recensione de La bussola d'oro di Philip Pullman, un libro che mi ripromettevo da leggere da una vita. Durante la stesura della recensione mi sono accorta di essere molto combattuta a riguardo. Voi l'avete letto? Cosa ne pensate?



La bussola d'oro
di Philip Pullman

Editore: TeA
Prezzo: 10,00 €
Pagine: 354

Trama: Lyra vive al Jordan College di Oxford. Oxford non è lontana da Londra, e Londra è in Inghilterra. Ma il mondo di Lyra è ben diverso dal nostro. Oltre l'Oceano c'è l'America, ma lo stato più importante di quel continente si chiama Nuova Francia; giganteschi orsi corazzati regnano sull'Artico; lo studio della natura viene chiamato "teologia sperimentale". E soprattutto ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno deve temere la solitudine. Questo mondo attraversa un periodo critico: nella luce misteriosa dell'Aurora Boreale cade una Polvere di provenienza ignota, dalle proprietà oscure. Uomini di scienza, autorità civili e religiose se ne interessano e ne hanno allo stesso tempo paura. Lyra l'intrepida, che ha solo undici anni, si trova al centro degli intrighi, e quando intuisce segreti pericolosi e inquietanti decide di andare alla ricerca della verità grazie anche all'aiuto di uno stranissimo strumento "scientifico", una sorta di bussola d'oro, un aletiometro che serve appunto a misurarla, quella verità.

Recensione
Lyra Belacqua è una ragazzina vivace che vive al Jordan College di Oxford e che passa le sue giornate a giocare e a studiare con gli Accademici. I suoi genitori sono venuti a mancare quando era piccola e lei non ha alcuna memoria di loro. L'unico parente in vita che ha sembra essere suo zio, Lord Asriel, un uomo schifo e sfuggente che di rado va a farle visita.

Il mondo in cui vive Lyra per moltri aspetti può sembrare uguale al nostro, ma in realtà è profondamente diverso. La differenza più grande la fanno certamente degli esseri, chiamati daimon, che sono legati a ogni umano dalla nascita alla morte. I daimon assumono svariate forme di animali e non possono separarsi dal loro umani, con cui condividono pensieri e sensazioni. È come se l'anima di ognuno, alla nascita, si dividesse in due. In questo modo, grazie ai daimon, nessuno è mai veramente da solo.

mercoledì 6 agosto 2014

Recensione "La custode di mia sorella" di Jodi Picoult

19 commenti
Buonasera lettori! Come ve la passate? Io devo dire che non c'è male! Anche se in vacanza non sono praticamente riuscita a leggere nulla - viaggio in aereo a parte - mi ritrovo ad avere ben tre recensioni in arretrato e così sta sera ho deciso di postarvi la prima e di parlarvi de La custode di mia sorella di Jodi Picoult, autrice che mi era stata caldamente consigliata da un'amica che la adora. Mi scuso in anticipo se sono stata un po' prolissa, ma avevo tanto da dire.



La custode di mia sorella
di Jodi Picoult
Editore: TeA
Prezzo: 9,00 €
Pagine: 428

Trama: Anna ha tredici anni, sa come nascono i bambini e, per quanto la riguarda, sa anche perché. È stata infatti geneticamente «programmata» per essere donatrice compatibile di sua sorella Kate, malata di leucemia. Cellule staminali, sangue, midollo osseo. Quando i genitori le chiedono un rene per salvare la sorella da un’infezione fatale, Anna prende una decisione inaspettata, che sconvolgerà la vita di tutti i suoi cari: fa causa alla sua famiglia. Perché nessuno le chiede il suo parere? Perché si dà per scontato che lei sia disponibile? Nel groviglio di amore, dolore e ribellione che lega tra loro i personaggi della storia, Jodi Picoult scava e indaga, regalandoci un romanzo corale che, con lucidità e coraggio, ci fa riflettere su cosa significhi essere bravi genitori, bravi fratelli e brave persone; se sia moralmente corretto salvare la vita di un bambino quando ciò significa violare i diritti di un altro; se bisogna seguire il proprio cuore o lasciare che siano gli altri a condurci.

Recensione
Sara e Brian un tempo pensavano che la loro fosse una famiglia come le altre, un paio di bambini, tanto amore e una bella vita. Quando però a Kate, la più piccola, viene diagnosticata una rara forma di leucemia, il loro mondo viene totalmente sconvolto e la loro esistenza cambia per sempre.
L'unica soluzione per fare stare meglio Kate, sembra quasi essere quella di fare un altro figlio, un figlio che sia al 100% compatibile e che dunque possa essere un donatore valido. È così che pochi anni più tardi nasce Anna.

Kate tuttavia sembra non guarire mai e, più lei sta male, più anche Anna soffre di conseguenza, visto che si ritrova a donarle costantemente qualche parte di sé, dal sangue al midollo osseo.