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martedì 4 luglio 2017

Recensione "Sophie sui tetti di Parigi" Katherine Rundell

4 commenti
Buongiorno lettori, come state? Dalle mie parti l'afa ha deciso di darci un po' di tregua (in realtà in città a Ravenna la settimana scorsa c'è stato una vera e propria tromba d'aria!) e io sono contenta di essere tornata a respirare un po'. Fosse così tutta l'estate, questa stagione potrebbe anche piacermi.
Oggi vi tengo compagnia con la recensione per un altro dei romanzi che ho letto per Mare di libri, ovvero: Sophie sui tetti di Parigi di Katherine Rundell (in caso vi possa interessare, QUI trovate anche la mia intervista all'autrice).



Sophie sui tetti di Parigi
Katherine Rundell
Editore Rizzoli ● Pagine 283
Cartonato 14,50 € ● Brossura 11,00 € ● Ebook N/D

Trama: La mattina del suo primo compleanno, una bambina galleggia nella custodia di un violoncello sulle acque della Manica. A raccoglierla è Charles, un eccentrico ma premuroso scapolo inglese, che decide di prendersi cura di lei. Una cura un po' speciale, perché Charles usa i libri come piatti e permette a Sophie di scrivere sui muri. Per questo, quando la ragazzina compie tredici anni, i servizi sociali minacciano di metterla in un istituto. Allora Charles e Sophie fuggono a Parigi in cerca della madre di lei, con un solo indizio in mano: la targhetta sulla custodia del violoncello che l'ha salvata dal naufragio. L'impresa non è affatto semplice, ma Sophie troverà sui tetti di Parigi un aiuto inaspettato.


Recensione
Charles decide di prendersi cura di Sophie dal primo momento in cui posa gli occhi su di lei, minuscola, che galleggia dentro alla custodia di un violoncello, dopo il naufragio della nave di cui lui stesso era passeggero. Nonostante secondo la signora dei servizi sociali Charles sia tutt'altro che adatto a crescere una bambina da solo, gli viene permesso di tenere Sophie e lui la accoglie e si occupa di lei come se fosse sempre stata sua, contribuendo a renderla una brava bambina, intelligente e vivace.
Purtroppo però, quando Sophie compie tredici anni e arriva sulla soglia dell'adolescenza, chi si occupa di prendere le decisioni ai piani alti, decreta che Charles non è in grado di farla diventare una signorina a modo, come richiesto dall'etichetta.

sabato 1 luglio 2017

Mare di libri 2017
▸ Quattro chiacchiere con le autrici: Jennifer Donnelly, Katherine Rundell, Natasha Pulley

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Buon pomeriggio lettori! Eccomi qui finalmente con l'ultimo post dedicato a Mare di libri. Oggi avrete modo di leggere le domande e le risposte che ho avuto il piacere di porre a tre bravissime autrici. Come vi ho già accennato nei post di recap (SABATO 17 - DOMENICA 18) io e le ragazze, abbiamo condotto insieme le interviste, dunque sul mio blog trovate soltanto alcune delle domande. Trovate le restanti già online su She was in wonderland, Sweety readers e Leacomy in wonderland.

JENNIFER   DONNELLY
Jennifer è stata la prima che abbiamo intervistato. È stata davvero adorabile con noi e, prima di iniziare l'intervista, ci ha chiesto cosa facessimo nella vita. Poi, quando abbiamo finito con le domande, ci ha chiesto se a qualcuna di noi piacesse scrivere e ci ha dato dei preziosi consigli e infine, è stata lei stessa a chiedere di farci una foto tutte insieme e l'ha poi pubblicato sulla sua pagina facebook.

Puoi raccontarci qualcosa riguardo al tuo processo di scrittura e riguardo alle ricerche che fai solitamente quando decidi di ambientare un libro in un determinato periodo storico?
Per quanto riguarda il mio processo di scrittura, ecco io ho una figlia, ha tredici anni e non è più una bambina, ma mi tiene abbastanza impegnata dunque cerco di scrivere più che posso durante la giornata, tra i passaggi a scuola, la preparazione della cena, il cercare di essere parte attiva della famiglia, e poi torno a scrivere di sera, ma tutto dipende da quanto sono vicine le mie scadenze.
Per quanto riguarda le ricerche sui periodi storici, le inizio prima di iniziare a scrivere, mentre sto scrivendo, e continuo a farle persino nella fase di editing. È una cosa che amo fare in modo particolare perché amo la storia e il modo in cui riesce a stuzzicare la mia fantasia, ma è anche una cosa necessaria perché è il genere a richiederla. I lettori leggono molto e tendono ad arrabbiarsi se commetti degli errori. Quindi l'intero processo, a volte richiede qualche mese, a volte persino anni.

sabato 24 giugno 2017

Mare di libri 2017 ▸ Recap: sabato 17/06

6 commenti
Buongiorno lettori, come state? Io in questi giorni, a causa dell'afa, un po' mi trascino! Oggi finalmente sono qui per parlarvi della mia esperienza a Mare di libri di quest'anno. Dato che gli anni passati avevo amato tantissimo il festival ed era stato un piacere partecipare, per quest'edizione ho voluto strafare: ho partecipato a molti più eventi e ho anche avuto modo di fare più interviste e di prendere un sacco di appunti, tant'è che questa volta non sono riuscita a condensare tutto in un post. Oggi vi parlerò di sabato, mentre la prossima settimana, pubblicherò un post dedicato alla domenica e uno dedicato alle interviste.

Come per ogni racconto degno di essere chiamato tale però, meglio partire dall'inizio. Proprio come l'anno scorso, la prima che ho incontrato è stata Juliette (Sweety readers). Ci siamo viste in stazione a Rimini sulle 9:40 e di gran carriera ci siamo recate al Teatro Galli per ritirare i pass per l'accredito stampa - ringrazio di cuore Anna per avermi concesso anche quest'anno questo privilegio - e poi, dopo aver recuperato Veronica (She was in wonderland) in piazza, siamo andate di corsa al primo incontro della giornata con Katherine Rundell autrice di Sophie sui tetti di Parigi e La ragazza dei lupi.
La Rundell si è rivelata davvero una persona dolcissima e solare.
Con quel suo sorriso e quel luccichio negli occhi, mi ha totalmente conquistata.
A intervistarla sono stati un gruppo di ragazzi e le hanno posto domande davvero interessanti, che ci hanno permesso di conoscere meglio lei e i suoi libri. In particolare:
  • Katherine ci ha parlato della sua infanzia e della sua adolescenza, raccontandoci che ha vissuto in Africa, nello Zimbabwe, fino a quattordici anni, prima di trasferirsi con la famiglia a Bruxelles in Belgio, mettendoci al corrente dell'enorme trauma che è stato per lei spostarsi a vivere in città dopo essere cresciuta nella natura selvaggia.
  • Ci ha parlato della sua grande passione per il circo e del suo desiderio passato di fare l'artista circense.